Si terrà a Minori in Costiera Amalfitana Domenica 9 Maggio la raccolta firme per i 3 referendum per l’acqua pubblica, promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, e sostenuta sul territorio dall'Associazione politico culturale PerMinori – un altro pensiero.
L'obbiettivo che si prefigge il referendum è quello di fermare la privatizzazione dell’acqua.
Il Decreto Ronchi del novembre 2009 infatti prevede che la gestione dei servizi pubblici locali sia conferita "in via ordinaria" attraverso gare pubbliche e la gestione in house consentita soltanto in deroga e «per situazioni eccezionali». Questa formulazione, apre la strada alle privatizzazioni, non rendendo più i Comuni i soggetti pubblici territoriali responsabili dei beni comuni, ma proprietari in una logica di interessi privati.
Tre sono i quesiti sottoposti alla Corte Costituzionale e che saranno oggetto della raccolta firme, con l'obiettivo di arrivare a quota 500.000 affinché il referendum si possa svolgere:
- il primo propone l’abrogazione dell’articolo 23 bis della Legge n. 133/2008 così come modificato dal recente Decreto che impone ai comuni la messa a gara della gestione delle risorse idriche;
- il secondo l’abrogazione dell’articolo 150 del Decreto Legislativo n. 152/2006 per impedire il ricorso alla gare e all’affidamento delle gestione del servizio idrico a società di capitali favorendo la sua gestione attraverso enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali
- il terzo propone l’abrogazione dell’articolo 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 limitatamente alla quota del 7% di remunerazione del capitale investito, eliminando la possibilità di fare di fare profitti sull’acqua.
L'ACQUA NON È UNA MERCE, MA UN DIRITTO DI TUTTI.
“Riguardo al diritto all’acqua, si deve sottolineare anche che si tratta di un diritto che ha un proprio fondamento nella dignità umana. Da questa prospettiva bisogna esaminare attentamente gli atteggiamenti di coloro che considerano e trattano l’acqua unicamente come bene economico.”
Non sono affermazioni di un esponente politico dell’opposizione o di uno dei promotori dei quesiti referendari. Il monito è di Papa Benedetto XVI
E’ vero che la gestione pubblica dell’acqua ha mostrato negli anni numerosi limiti, strutturali, legati al difficile rapporto tra territorio e burocrazia. E’ vero circa la scarsità di investimenti e la penuria di manutenzione della rete idrica.
Consegnandola ai privati non vi è certezza che la situazione migliori, ma si corre il rischio di vedere aumentate le tariffe e diminuiti gli investimenti, una scelta pagata a caro prezzo dalle classi deboli.
L’acqua, come il paesaggio, l’ambiente, la salute, sono beni comuni, direttamente tutelati dalla Costituzione (art. 9 e 32), e l’interesse alla conservazione e alla fruizione di tali beni non può essere di pochi per pochi.
L'Associazione PerMinori si è subito fatta portavoce sul territorio, di queste istanze fondamentali dei cittadini, che devono veder salvaguardati i loro diritti. Anche se in questo momento le amministrazioni locali non sembrano interessate a passare ad una gestione privatizzata, dobbiamo fare pressione dal basso, con estremo dovere civico, perché simili possibilità non siano attuate a Minori come in tutta la Costiera Amalfitana.
Anzi, è nostro specifico interesse che gli amministratori diano un segnale forte e chiaro su questa situazione a livello locale e nazionale, venendo, da cittadini, a firmare per i quesiti del Referendum, e poi attivandosi in ogni sede, in primis nei Consigli Comunali, ribadendo con forza la volontà a non privatizzare, perché l'acqua è di tutti, ed ad investire maggiori risorse per il miglioramento del servizio al fine di evitare gli sprechi, e di offrire tariffe eque.
Tutte le informazioni sul referendum e la campagna contro la privatizzazione sul sito www.acquabenecomune.org